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David Green - White Lines, Lost Traces & New Directions

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David Green - White Lines, Lost Traces & New Directions

Settembre 2020 - by Martina

Oggi abbiamo il piacere di intervistare David Green, cantautore e compositore che ci ha colpiti per la sua verve artistica.

 

1) Quando e come è nata la tua passione per la musica?

Beh, non credo si possa parlare di un momento preciso... credo che sia qualcosa di innato...ad ogni modo, se proprio dovessi immortalare un momento, direi il 13 Dicembre 1977: avevo 3 mesi e la radio passava "Stayin' Alive" dei Bee Gees.

2) Quali sono gli artisti che ti hanno maggiormente influenzato o dal quale trai ispirazione?

Beh non potrei menzionarli tutti... la lista sarebbe troppo lunga.. ma mi sembra doveroso ricordare quelli che credo mi abbiano maggiormente formato come artista, almeno inizialmente. Partirei da Mick Hucknall dei Simply Red, poi Axl Rose, arrivando alla scena Grunge di Seattle.. Il Grunge è il genere musicale che mi ha maggiormente influenzato. In riferimento al mio nuovo lavoro direi che gli artisti a cui mi sono maggiormente ispirato siano Johnny Cash, Eddie Vedder, Chris Cornell ma anche Jim Morrison, Nick Drake, Mark Lanegan, Lou Reed e Josh Homme.

3) Come nasce il tuo nome d'arte?

Beh, esso nasce da una semplice traduzione del mio reale nome in italiano e poi dal fatto che molti amici avessero cominciato a chiamarmi Green.

4) Come nascono le tue canzoni?

Il mio processo creativo non ha mai seguito un canone o delle regole precise... Può capitare di aver "cercato" e poi "trovato" una melodia cominciando a suonare un determinato giro di accordi sulla chitarra, di averla "creata" canticchiandola in mente per poi trascriverla in un secondo momento o anche aver scritto un testo su cui infine mettere degli accordi. Ma mi è anche capitato di aver percepito melodie durante il sonno e di averle poi trascritte una volta sveglio. Quindi ricerca, sperimentazione ma anche messaggi dall'Inconscio.

5) White Lines, Lost Traces & New Directions è la tua ultima pubblicazione. Ti va di parlarcene?

Certo che sì e, prima di tutto, vi ringrazio per l'interesse. Anche in questo caso cercherò di essere conciso perché per descrivere in modo ottimale questo disco e la sua genesi credo ci voglia davvero tanto tempo e pazienza... Quindi mi soffermerò sugli aspetti principali ringraziando anche coloro che mi hanno aiutato ed ispirato per la sua realizzazione.

"White Lines, Lost Traces & New Directions" è un disco autobiografico diviso virtualmente in 3 Parti: un'intro country, una parte centrale grunge acustico ed un'ultima parte che definirei come pop acustico sperimentale (genere già trattato nel mio primo album "Cigarette Sessions" pubblicato nel 2014 per la Vipchoyo di Giacomo Salzano) . Le prime 3 tracce sono infatti country, registrate in presa diretta da Giuseppe Polito allo Starlight Studios di Renato De Carlo. La prima traccia "Your Grace", ad esempio, è la prima canzone che ho scritto dopo essermi spostato dal Sud al Nord per lavoro. Lì mi ero reso conto che molte cose erano cambiate, i tempi erano cambiati, mi sentivo, facendo riferimento a Cash, come un "broken down cowboy" alla scoperta di una nuova frontiera e la cosa mi impauriva ma anche affascinava allo stesso tempo... Come al solito la chitarra restava l'unica vera ancora di salvezza. La passione per il country, o meglio il modo in cui "si suona" country, era sbocciata in passato grazie ai fantastici Old Shoe School di Marco Troise.

La seconda parte del disco è introdotta dal brano "Long Ride (Gellért Hill)", canzone in puro stile Chris Cornell: un artista che per me va aldilà di una semplice ispirazione. Lui mi ha accompagnato ed accompagnerà per tutta la vita.

Infine un'ultima parte che definirei appunto "New Directions" e che vede in "Chica Chica Bum Bum" il brano di punta.

6) Qual è il messaggio che vuoi comunicare attraverso la tua musica?

Non c'è un messaggio preciso. Mi basta raccontare di me e di quello che vivo.

7) Cos'è per te la musica?

La Musica è Libertà.

8) Quale pensi sia il brano che ti rappresenta meglio tra quelli che hai pubblicato?

Beh assolutamente "Chica Chica Bum Bum"... titolo fuorviante (scelto per ironizzare sul dilagare della musica latino-americana), ispirata dalla fantastica "Tuyo" di Rodrigo Amarante, giro d'accordi semplice ed emozionale con progressione discendente, testo in inglese e spagnolo, canzone d'amore struggente che sul mercato è diventata Explicit perché in Germania (il mio album è stato pubblicato dalla tedesca Timezone Records) "Bum Bum" significa compiere atti sessuali. Un brano che da Agosto 2019 ho avuto in testa tutti i dannati giorni... ardevo dalla voglia di pubblicarlo.

9) Oggi è ancora importante il talento o entrano in gioco altri fattori che determinano il successo di un brano o di un artista?

Il "mainstream" musicale attuale non mi interessa... Infatti l'idea di base del mio album è quello di recuperare certe espressioni del passato ed abbandonare l'uso dilagante e spesso invasivo e "vuoto" della tecnologia. "White Lines, Lost Traces & New Directions" guarda indietro: è un album "on the road", intimo e fragile. Lo definirei Controcorrente, alla Jack Kerouac.

10) C'è un artista in particolare con il quale ti piacerebbe collaborare?

Ovviamente molti... Ma ho avuto il piacere e l'onore di lavorare con molti artisti underground che mi hanno dato tanto e di questa cosa ne sono grato.

11) Progetti per il futuro?

Suonare il mio album Live.

 

David Green
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David Green - Chica Chica Bum Bum (Official Video)

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